Balbuzie: Cause, sintomi e trattamenti

Consigli e strategie per la comunicazione con il tuo bambino

Che cos’è?

La balbuzie consiste in un disordine del ritmo della parola, caratterizzato da inceppi, blocchi e disfluenza nell’atto del parlare.

Molti studi di neuroimmagine hanno rilevato una componente neurobiologica caratterizzata da una diversa organizzazione neurolinguistica delle persone con balbuzie, rispetto ai normofluenti, individuabile in una minore efficienza e/o specializzazione dell’emisfero sinistro e delle funzioni esecutive. 

Quindi, oltre alla scarsa elaborazione fonetica/fonologica evidenziata dall’approccio psicolinguistico, sono stati dimostrati anche altri fattori:

  • Cognitivi (insufficiente azione delle funzioni attentive ed esecutive nel controllo e nella regolazione della fluenza nel doppio compito);
  • Psicologici (difficoltà emotive/ansia sociale).

Questi i sintomi che si possono osservare:

  • Ripetizione di suoni e sillabe (parti di parole: ma-ma-ma-mamma);
  • Parole emesse con eccessiva tensione fisica (nei muscoli oro-facciali);
  • Ripetizione di parole monosillabiche (io-io-io);
  • Prolungamenti di suoni (m…amma);
  • Blocchi (cioè pause del discorso, sonore o mute);
  • Circonlocuzioni (giri di parole per evitare parole temute);
  • Ripetizione di frasi (mi piace, mi piace, mi piace);
  • Ansia sociale;
  • Difficoltà emotive/bassa autostima
  • Evitamento 
  • Talvolta movimenti associati come oscillazioni della mandibola, contrazioni dei muscoli mimici (tic facciali) o di quelli del corpo e/o degli arti.

Quando intervenire?

Si manifesta nell’infanzia, in genere entro i 6 anni d’età (80-90% dei casi), con un’inizio variabile tra i 2 e i 7 anni (DSM-5).

Un intervento precoce è sempre utile quando il sintomo non regredisce spontaneamente e persiste per un periodo di tempo prolungato (almeno 6 mesi). In questo caso, è consigliata una visita neuropsichiatrica infantile. 

Il trattamento

L’approccio più indicato per il trattamento delle balbuzie è un approccio multidisciplinare modulare integrato, che vada a lavorare non solo sugli aspetti della fluenza in sé, ma anche sugli aspetti emotivi (psicoterapia) e neuropsicologici (training cognitivo). 

Cosa fare:

  1. Siate pazienti e rassicuranti: le balbuzie può essere frustrante, quindi mostrate comprensione, ascolto e pazienza.
  2. Date l’esempio: parlate lentamente e in modo rilassato, dando un buon esempio al vostro bambino. Evitate di fare troppe domande contemporaneamente o di parlare in modo affrettato, ciò potrebbe aumentare il senso di inefficacia percepito.
  3. Incoraggiate il dialogo aperto: cercate di creare un ambiente in cui la persona si senta libero di parlare senza timore, promuovete il dialogo aperto in famiglia e incoraggiate la partecipazione sociale. 
  4. Fornite strumenti compensativi: a scuola o a lavoro date la possibilità alla persona di scegliere come e in che tempi comunicare (es. nella lettura ad alta voce o in una presentazione ecc.).

Cosa non fare:

  1. Evitate di interrompere o completare le frasi: quando una persona balbetta resistete all’impulso di completare le sue frasi o di interromperlo, lasciate che finisca di esprimersi senza pressione o fretta.
  2. Evitate il giudizio: evitate di criticare o di etichettare la persona a causa delle balbuzie, la sua autostima è preziosa, quindi concentratevi sui suoi progressi e su ciò che vi dice.
  3. Evitate che debba conquistarsi da solo il diritto di parlare, per esempio dovendo gridare per farsi ascoltare.
  4. È importante non dare indicazioni su come parlare per risolvere la difficoltà del bambino e neppure promettergli premi se parla correttamente.
  5. Quando parla è fondamentale non mortificarlo davanti agli altri, parenti e non parenti, assumendo un’aria ansiosa o annoiata. Dimostrare invece interesse e piacere per quello che dice è indispensabile.

Cercate il supporto professionale: se la disfluenza persiste, cercate l’aiuto di un neuropsicologo e un logopedista specializzato. Questi professionisti possono fornire esercizi e strategie specifiche per aiutarvi nella gestione e accettazione della disfluenza. 

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Dottoressa Federica Rizza

Dottoressa Federica Rizza

Dott.ssa Federica Rizza, Psicologa-Psicoterapeuta-Specialista in Neuropsicologia. Laureata e Specializzata presso l’Università di Roma La Sapienza, iscritta all’Ordine degli Psicologi del Lazio con n.17264. Ha lavorato per anni presso l’I.R.C.C.S. San Raffaele Roma e l’I.R.C.C.S. Fondazione Santa Lucia per attività clinica con adulti neurologici e in età evolutiva e per attività di ricerca con diverse pubblicazioni scientifiche.

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