Il piano didattico personalizzato in bambini con disturbi dell’apprendimento scolastico (DSA): consigli utili

“Il mio bambino ha disturbi dell’apprendimento scolastico. E adesso?”

Se a tuo figlio è stato diagnosticato un DSA, la tua prima preoccupazione sarà probabilmente che sia meno intelligente dei suoi compagni o che possa rimanere indietro col programma scolastico.

In realtà tutte queste preoccupazioni sono infondate, infatti un bambino con disturbo dell’apprendimento scolastico non ha assolutamente problemi intellettivi, fa solo un po’ più di fatica ad imparare attraverso i normali canali o strumenti di apprendimento. 

 

“Sì, ma come fare per aiutarlo?”

Ovviamente è necessario un intervento specifico per guidare il bambino nel suo percorso scolastico.

Questo dovrà essere personalizzato per definire bene i tempi, le metodologie e gli strumenti che permetteranno al tuo bambino di mettersi in pari con gli altri studenti.

Ecco allora che entra in gioco il Piano Didattico Personalizzato (PDP).

 

Di cosa si tratta? 

Il PDP è un documento ufficiale che definisce i rapporti tra i genitori, la scuola e il terapeuta del bambino.

Nel PDP viene organizzata l’attività di studio del bambino e vengono definite proprio tutte le misure che saranno prese affinché riesca a raggiungere gli stessi obiettivi della sua classe.

Il piano è personalizzato, in quanto viene pensato appositamente per le esigenze specifiche dello studente.

Il Piano Didattico Personalizzato è entrato in vigore con il Decreto Ministeriale 5669 del 2011, che garantisce appunto degli interventi da parte della scuola per gli studenti con DSA.

Va redatto tutti gli anni entro novembre, in modo che sia sempre aggiornato.

 

Come si redige il Piano Didattico Personalizzato

Il PDP è una sorta di contratto tra famiglia, scuola, terapeuta e referente scolastico che si occuperà in modo specifico dell’attuazione del piano, supportando i propri colleghi nel percorso di insegnamento.

 

Consigli per i genitori:

Una volta che al bambino è stato diagnosticato il DSA, puoi rivolgerti direttamente al dirigente scolastico di tuo figlio, chiedendo un incontro per spiegare la situazione.

Sarà poi il consiglio di classe che redigerà il Piano Didattico Personalizzato.

Ogni docente annoterà per la propria materia gli strumenti compensativi e dispensativi che intendono utilizzare e i metodi di verifica che utilizzeranno anche in accordo con i terapeuti che seguono il bambino.

Tra le materie prese in esame ci saranno ad esempio la quantità di compiti a casa e le modalità in cui questi dovranno essere eseguiti.

Naturalmente il PDP prima di essere messo in atto sarà sottoscritto da te e dal dirigente scolastico e sarà verificato almeno un paio di volte all’anno durante gli scrutini.

In questo modo potranno essere annotati gli eventuali progressi di tuo figlio nel suo percorso scolastico e modificare i suoi strumenti di apprendimento man mano che raggiunge gli obiettivi prefissati.

 

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Dottoressa Federica Rizza

Dott.ssa Federica Rizza, Psicologa-Psicoterapeuta-Specialista in Neuropsicologia. Laureata e Specializzata presso l’Università di Roma La Sapienza, iscritta all’Ordine degli Psicologi del Lazio con n.17264. Ha lavorato per anni presso l’I.R.C.C.S. San Raffaele Roma e l’I.R.C.C.S. Fondazione Santa Lucia per attività clinica con adulti neurologici e in età evolutiva e per attività di ricerca con diverse pubblicazioni scientifiche.

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